Sulle orme di Circe

di Barbara Carle

Ghenomena 2016

 

SulleOrmeDiCirceCopertina

 

Il libro

 

 

Alcune fonti dicono che Circe derivava dalla dea degli uccelli e veniva associata al falco. Essendo maga poteva trasformare perfino se stessa, non solo gli uomini di Ulisse. Il falco della copertina suggerisce un’altra prospettiva di un mito famigliare. Questo libro racconta la corrispondenza non solo tra poeti e persone ma tra modi di essere. Quindi, troviamo brani poetici e poesie sui relitti e monumenti di Formia, sulla sua natura, sui suoi pittori, sulla musica, sulle creature, sulle piante tipiche della macchia mediterranea, sulla vita e la morte dei suoi cittadini.

 

Si racconta l’amicizia tra scrittori, generazioni, città e culture, insomma di tutto ciò che dà forma alla vita. Il libro rispecchia la struttura nascosta dell’antica Formia, una specie di archeofilia. Come nella città ci sono disposizioni nascoste nei testi. L’architettura di questo libro è determinata dalle lettere del nome della città. Ciò crea una dimensione giocosa, ma non solo. Gli umori del libro riflettono gli umori variati di tutte le emozioni autentiche e profonde.

 

La città è vista da qualcuno che vive in California ma che vi ritorna da molti anni ormai diventata califormiana. Vi è una dimensione riflessiva e affettuosa. Formia è interpretata da qualcuno che vive lontano mentre il suo lontano (la California) entra nelle pagine del libro. Entrano anche alcuni temi dell’Odissea, che vengono rielaborati nelle prose e nelle poesie dedicate a meravigliose sculture e ai paesaggi caratteristici del territorio.

 

Si lasciano le sponde del Pacifico per ritornare continuamente sulle orme di Circe, Ulisse, e molti altri scrittori che sono passati o si sono fermati intorno al lungomare di Vindicio dove quella luce unica e leggera fa nascere nuovi versi e pensieri paralleli.

 

 

Da Sulle orme di Circe, Ghenomena, 2016